Quante volte, dopo aver parlato in pubblico e/o in video, ti sei chiesto: “Chissà se sono stato abbastanza coinvolgente?”, “Chissà se li ho annoiati?”, “Chissà se sono passato inosservato o se si ricorderanno di me?”

Sono dubbi comprensibili se, per l’ennesima volta, ti sei presentato in pubblico o davanti alla telecamera senza una preparazione specifica in Public Speaking e/o Video Public Speaking. Ma se sei qui, significa che stai cercando una soluzione e che, forse, hai già intuito che conoscere la tua materia oggi non basta più: per rendere davvero speciali e memorabili le tue presentazioni ti occorre anche acquisire la CAPACITA’ di EMOZIONARE.

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Come diceva la scrittrice Maya Angelou: “le persone possono dimenticare ciò che hai detto, ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

In questo articolo voglio darti tre suggerimenti pratici per catturare l’attenzione del pubblico per tutta la durata del tuo discorso e per farti ricordare nel tempo.

 

Suggerimento 1: usa lo STORYTELLING IN 3D per EMOZIONARE il tuo PUBBLICO

Ricorri alla tecnica dello storytelling, ovvero all’arte di raccontare storie o brevi aneddoti emozionanti.

Immagina di sentirti dire “Questa mattina a colazione al bar ho mangiato una bella fetta di torta alle ciliegie e poi sono corso al lavoro. Mi accoglie la mia collega preferita, Susanna e poco dopo arriva Marco, il Direttore Generale, che mi dice che siamo falliti”.

Ora immagina di sentirti dire la stessa cosa ma in modo diverso “Questa mattina prima di andare al lavoro sono andato al bar, di sottofondo la canzone di Mengoni “Hola”, al banco una bella ragazza bionda che con il suo sorriso smagliante e una voce calda e profonda mi ha chiesto: “Cosa desidera?”. Una fetta di crostata alle ciliegie, grazie. Prima di dare il primo morso a quel capolavoro di torta ho osservato la cura con la quale sono state riposte le ciliegie sulla pasta frolla: tutte perfettamente allineate e della stessa dimensione. Poi ho chiuso gli occhi e ne ho assaporato il profumo. Una fragranza buonissima che mi ha fatto ricordare quando da piccolo dopo la scuola andavo da mia nonna a fare i compiti. Lei ogni settimana mi preparava una torta diversa. La mia preferita era quella alle ciliegie. Poi ho aperto gli occhi e l’ho mangiata, morso dopo morso, soffice come la neve, dolce al punto giusto. Un sapore divino. Finita la fetta di torta sono tornato alla realtà, mi sono messo in auto e mi sono catapultato al lavoro. Ad accogliermi in ufficio il fragoroso “Buongiorno” della mia collega preferita”. Poco dopo il Direttore Generale, Marco. Mi guarda con occhi seri e mi dice “Vieni un attimo nel mio ufficio.” Dal suo tono intuisco che sta per dirmi qualcosa di importante. “Caro Paolo, purtroppo siamo andati in bancarotta e sono costretto a licenziarti”. Avete idea di come mi sono sentito in quel momento?”

Cogli la differenza? Nella prima versione ho fatto un semplice riferimento a un evento accaduto, senza permettere minimamente al pubblico di viverne le emozioni connesse. Ho usato uno stile noioso e didascalico. Puramente descrittivo e asettico.

Nel secondo caso, invece, ho riportato in vita la storia, permettendoti di:

  • vedere immagini vivide (la ragazza bionda del bar e il suo sorriso, le ciliegie delle stesse dimensioni, disposte in modo perfettamente allineato)
  • sentire suoni e parole (la canzone di Mengoni, il saluto di Susanna, la voce del Direttore Generale Marco)
  • sentire profumi e gusti (il profumo della torta alle ciliegie, la consistenza soffice, il grado di dolcezza al punto giusto, il sapore divino)
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Suggerimento 2: usa l’UMORISMO per INTRATTENERE il tuo PUBBLICO

inserisci qua e là nel tuo discorso dei momenti umoristici.

Robin Williams nel film Patch Adams diceva: “Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina.” 

L’umorismo nei tuoi discorsi è importante almeno per tre motivi:

  • L’umorismo abbatte le distanza
  • L’umorismo favorisce l’entusiasmo
  • L’umorismo crea empatia.

Ma attenzione. Far ridere è un’arte. Se vuoi far scattare la risata (non solo far sorridere, ma far proprio ridere), devi conoscere e praticare degli accorgimenti, altrimenti rischi di rovinare la tua presentazione e dunque abbassare il numero di vendite finali. Non è necessario essere un comico professionista o una persona particolarmente ironica: l’umorismo si può apprendere e allenare, con il tempo e con la pratica diventerai sempre più naturale e autentico.

Ora voglio svelarti cinque pratici suggerimenti sul tema “umorismo”, prendendo spunto anche dal discorso che lo scorso maggio 2019 mi ha portata a classificarmi seconda ai Campionati Europei di Public Speaking in lingua tedesca.

  • Usa l’umorismo studiato, ovvero inserisci nel tuo discorso delle battute che ti sei preparato prima a tavolino.
  • L’altro tipo di umorismo è quello spontaneo. Esso si basa sulla tua reazione a un particolare evento che accade spontaneamente durante la presentazione.
  • Un ottimo tipo di umorismo (che può essere studiato o spontaneo) è l’auto-ironia. Prenderci un po’ in giro ci aiuta a farci percepire più umani dal pubblico. Del resto ridendo di noi possiamo prenderci un po’ meno sul serio e, come sostiene Richard Bandler “Se siamo seri, siamo bloccati. L’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se possiamo ridere di una cosa, possiamo anche cambiarla.” In questo senso, l’umorismo diventa anche terapeutico.
  • Scrivi le battute umoristiche che ti capita di fare nella vita quotidiana. Annotati anche quelle che ti fanno le persone con cui vivi o lavori. Non si sa mai. Potranno sempre tornarti utili per qualche discorso.
  • Lascia sempre per ultima la parte del discorso che fa ridere di più, creando così un climax ascendente.
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Suggerimento 3: sii TU IN PRIMIS a vivere con EMOZIONE quello che racconti al tuo pubblico

Te lo dico fuori dai denti: se pensi di emozionare ripetendo un discorso imparato a memoria oppure leggendo pedissequamente un gobbo, ti sbagli di grosso. Trasparirà da lontano un miglio che stai leggendo, dalla tua cadenza e dal movimento dei tuoi occhi. Leggendo un testo risulterai emozionalmente sconnesso dal tuo pubblico. E sarai così tanto concentrato sul testo da perdere anche il contatto con le tue emozioni.

Ecco cosa ti consiglio di fare:

ripeti più volte il discorso fino a sentirlo tuo, memorizza giusto i passaggi chiave. Se devi tenere un discorso in pubblico, al massimo usa le slide per ricordarti il flusso delle argomentazioni. Slide sintetiche, mi raccomando. Slide fatte di parole chiavi, immagini e/o grafici. Il protagonista è il pubblico e deve sentirsi coinvolto da te come speaker, non distratto o annoiato da un “mero lettore” di slide.

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