Lo ammetto: torno da 4 giorni trascorsi a Malaga stanca, soddisfatta e ispirata.
Pensavo che andare in Spagna per registrare una mega scorta di video per il mio canale YouTube e per il mio profilo LinkedIn con il mio videomaker storico — che adesso vive lì — sarebbe stata un’esperienza rilassante…
In parte lo è stata, ma è stata anche una delle prove più intense degli ultimi mesi.
Se mi segui lo sai: quando registro video, ci metto tutta me stessa. Vado in flusso.
Non solo voce e contenuto, ma presenza, ritmo, centratura.
E questa volta, come sempre, ci ho messo anche passione.
Tuttavia ho dovuto affrontare degli imprevisti alquanto insoliti per me che registro video da dieci anni a questa parte…
Nonostante ciò sono riuscita a completare tutte le registrazioni (video per Natale 2025 incluso!)

Quando tutto salta: il blackout e l’arte di restare centrati
Tutto era pronto: studio di registrazione affittato, script video preparati e studiati, inquadratura perfetta, luci montate, trucco, parrucco…
Poi, in sequenza:
- Lavori nella stanza accanto, con rumori continui
- Martello pneumatico nella strada di fronte
- E infine un blackout elettrico improvviso, alle ore 12:30 di lunedì 28 aprile.
Linea saltata. Niente corrente. Niente internet. Nessuna possibilità di registrare.
Risultato? Diverse ore e un intero pomeriggio di registrazioni andati in fumo.
Eppure, non è stato tempo perso.
Questo perchè ogni volta che qualcosa va storto, hai due possibilità: andare in frustrazione, oppure allenarti alla presenza, anche nel rumore, nel buio, nell’attesa.
Io ho scelto la seconda.
Non per eroismo.
Ma perché voglio essere coerente con ciò che insegno nelle mie aule di Comunicazione Efficace e Public Speaking. E anche perchè negli anni, ho imparato che nel public speaking non comanda il perfetto, ma chi è preparato.
E non parlo solo di contenuti. Parlo di mentalità.

Come gestire gli imprevisti nel Public Speaking
Quello che ho vissuto a Malaga somiglia moltissimo a ciò che accade quando parli in pubblico e subentra qualcosa di inaspettato:
- Il proiettore non parte
- Il microfono gracchia
- Il moderatore ti taglia il tempo
- Il pubblico cambia umore a metà intervento
- Una notizia improvvisa modifica il contesto in cui stai parlando.
Tutti abbiamo vissuto momenti del genere. E spesso, chi regge davvero la scena non è chi ha memorizzato meglio il discorso.
È chi sa restare presente, anche quando un’interferenza esterna sopraggiunge.
Come allenare la flessibilità nella gestione degli imprevisti nel Public Speaking: 5 strategie pratiche
1- Allenati a preparare il prima… ma anche il durante
Molti si preparano solo sul contenuto. Pochi si allenano alla flessibilità nella gestione degli imprevisti.
Inserisci nei tuoi allenamenti dei piccoli “stress test”:
– Parla con rumore di sottofondo
– Simula un’interruzione a metà
– Allenati in ambienti non perfetti
La tua flessibilità diventa parte della tua forza scenica.
2- Inserisci dei punti di atterraggio
Ogni discorso dovrebbe avere delle frasi chiave, esempi strategici e concetti forti che fungono da punti di ancoraggio.
Sono come radici narrative: elementi solidi a cui tornare se qualcosa va storto, se perdi il filo o se l’emozione ti travolge.
Pensa a queste frasi come ai “checkpoint” di un sentiero: ti aiutano a ritrovare la strada senza farti prendere dal panico.
Magari hai dimenticato una parte. O ti hanno interrotto. O qualcosa nel contesto è cambiato.
Ma se hai una mappa chiara, puoi sempre riagganciarti. Un esempio ben scelto. Una domanda retorica. Una metafora visiva. Sono strumenti che non solo aiutano chi ascolta, ma anche te, mentre parli.
Non serve ricordare tutto a memoria.
Serve saper tornare a casa, anche se perdi qualche passo.
Per questo ti consiglio di allenarli in fase di preparazione:
Scrivili a parte
Ripetili ad alta voce
Visualizzali come pilastri del tuo discorso.
In scena o sul palco, diventeranno le tue porte d’emergenza interiori.
Allenale, ricordale, usale all’occorrenza.

3- Prepara un piano B emotivo
A volte non salta la tecnologia: salti tu. Per stanchezza, ansia, pressione.
Può succedere anche questo.
Hai tutto sotto controllo: le slide sono pronte, il microfono funziona, il pubblico è lì.
Ma dentro, qualcosa vacilla. Stanchezza accumulata. Ansia da prestazione.
Pressione emotiva che si fa sentire proprio nel momento decisivo.
In quei casi, non serve aggiungere sforzo. Serve radicarsi.
Ecco perché è fondamentale costruire un rituale pre-discorso che ti riporti al corpo e al presente.
Un gesto piccolo, ma costante.
Qualcosa che il tuo sistema nervoso riconosca come un’àncora:
Una respirazione profonda fatta consapevolmente
Il tocco leggero del palmo per richiamare attenzione e calma
Una camminata lenta, anche di pochi passi, per riattivare il corpo
Un bicchiere d’acqua bevuto con intenzione
Un breve mantra mentale che ti ricorda il perché sei lì. Il mio preferito? “Chiara, ricordati chi sei!”
Quando sei centrato, la voce cambia. Il ritmo si armonizza. Lo sguardo si apre.
La tua centratura interna è la tua vera rete di sicurezza. Perché puoi preparare tutto… ma se non ci sei tu, davvero, non arriva nulla.
4- Accetta l’imperfezione. E dichiarala, se serve
Nel public speaking, l’imprevisto non è un’eccezione: è parte del gioco. E chi cerca di nasconderlo a tutti i costi spesso appare più insicuro che professionale.
Accettare l’imperfezione non significa essere disorganizzati.
Significa essere sufficientemente preparati da poter improvvisare con lucidità.
Se salta l’audio, la slide non parte o qualcosa va fuori copione, ad esempio, potresti dire con semplicità: “L’audio non funziona, ma intanto facciamo degli esercizi di gruppo”. Questo non ti rende meno competente. Ti rende più presente.
Il pubblico non cerca un robot.
Cerca una persona che resta lì, anche quando tutto non va secondo i piani.
Una persona capace di adattarsi, sorridere e proseguire.
Autenticità, presenza e adattamento sono i nuovi pilastri della comunicazione efficace.
E l’imperfezione, se accolta con intelligenza, può diventare persino un alleato narrativo.
A volte, proprio nel momento in cui ti “rompi” un po’, ti connetti davvero.
5- Fai del contesto un alleato narrativo
Quando qualcosa va storto, il primo impulso è spesso quello di ignorarlo, far finta di niente o sperare che nessuno se ne accorga.
Ma c’è un’altra via: accoglierlo, integrarlo e trasformarlo.
Un blackout? Usalo come metafora di ciò che stavi raccontando.
Un rumore fuori luogo? Può diventare un gancio ironico o una pausa drammatica.
Una distrazione improvvisa? Approfittane per riprendere fiato e riposizionare il messaggio.
Gli imprevisti non sono solo ostacoli. Sono materiale narrativo grezzo: elementi reali, autentici, vivi — e proprio per questo potenti.
Possono rendere il tuo intervento più memorabile. Più vero. Più umano.
Chi parla bene non è chi ignora il contesto, ma chi lo ascolta e lo usa.
Chi sa rimanere nel flusso, trasformando un’interferenza in connessione.
Ogni “rottura” del copione è una porta per far entrare il pubblico un po’ di più. Se sai aprirla con intelligenza, il tuo messaggio non si indebolisce. Si rafforza.
Il 2020, i Campionati Europei di Public Speaking e una lezione che vale ancora oggi
Mentre ero lì, a Malaga, mi è tornato in mente il 2020. Avevo vinto i Campionati Europei di Public Speaking. Mi ero preparata per un discorso dal vivo, sul palco. Poi è arrivato il Covid.
L’evento è stato trasformato in modalità online con pochissimo preavviso. Anche lì ho dovuto fare una scelta: accettare l’imprevisto e farmi aiutare.
Mi sono affidata a un coach campione mondiale di Public Speaking per capire come riportare presenza e impatto anche attraverso uno schermo.
Ho riscritto alcune parti del discorso, ho lavorato su ritmo, voce e gestione dello spazio. È stato un momento fondamentale della mia crescita.
E oggi, ogni volta che qualcosa “salta”, so che ho due opzioni: resistere o trasformare.
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Il segreto nel Public Speaking (e nella vita)? Trasformare l’imprevisto nel tuo migliore alleato
Che tu stia parlando a una platea, registrando un video, conducendo una riunione o affrontando un blackout…
la tua voce è più forte quando non ti irrigidisci, ma resti presente.
Alla fine, rimanendo presente e centrata, sono riuscita a registrare tutti i video. Ora ho una scorta che arriva fino a Natale 2025!

Il vero public speaking non accade solo quando tutto va liscio.
Accade quando tu resti nella relazione, anche se il copione cambia.
L’imprevisto non accade mai contro di te, ma sempre per te. Per consentirti di allenarti alla flessibilità, alla resilienza e alla creatività.
Hai mai vissuto un imprevisto che ti ha costretto a cambiare tutto all’ultimo?
Se sì, cosa ti ha insegnato?
Costruiamo insieme il prossimo Corso di Formazione su Misura in Public Speaking e Comunicazione Efficace per la tua azienda? Chiedici come da qui.
Un abbraccio,
Chiara
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